Disturbo di linguaggio

CHE COSA È IL DISTURBO DI LINGUAGGIO?

disturbo linguaggio bergamo logopediaIl disturbo di linguaggio è una difficoltà evolutiva, che può avere diverse manifestazioni nell’acquisizione delle abilità comunicative di un bambino.

I disturbi di linguaggio si possono dividere in due grandi categorie: disturbo di linguaggio secondario e disturbo specifico di linguaggio. La prima categorizzazione comprende difficoltà linguistiche causate da altre patologie (sordità, deficit cognitivi o neuromotori) mentre i disturbi specifici di linguaggio non sono prodotti da una causa specifica e hanno molteplici manifestazioni.

I Disturbi Specifici di Linguaggio (DSL) possono coinvolgere diversi aspetti del linguaggio:

  • L’articolazione dei suoni (Sciarpa viene pronunciata come Ciarpa);
  • La produzione linguistica ( Sciarpa viene pronunciata come Tarpa, eloquio incomprensibile, frasi costruite in modo errato, racconti poco chiari);
  • Difficoltà nella comprensione verbale.

QUANDO SI MANIFESTA?

La diagnosi di disturbo specifico di linguaggio viene effettuata da un Neuropsichiatra Infantile in collaborazione con una valutazione specifica del logopedista a partire dai tre anni di età. La figura del Neuropsichiatra Infantile esclude la presenza di un disturbo di linguaggio SECONDARIO ad altre fragilità.

IN CHE MODO CAPISCO CHE UN BAMBINO HA DIFFICOLTÀ DI LINGUAGGIO?

Esistono indicatori precoci prima dei tre anni che si possono osservare per prevenire e rinforzare eventuali fatiche:

  • assenza di lallazione e babbling tra i 4 e i 12 mesi;
  • vocabolario espressivo inferiore a 50 parole a 24 mesi;
  • difficoltà di comprensione;
  • assenza di frasi a 36 mesi;
  • linguaggio incomprensibile o comprensibile solo dai famigliari;
  • presenza sistematica di un suono.Logopedista-a-bergamo-parole-dalla-bocca

La presenza di queste caratteristiche potrebbe essere riferita ad un ritardo di linguaggio che può sfociare in un disturbo specifico di linguaggio

oppure risolversi spontaneamente e velocemente. C’è una grande variabilità nell’acquisizione del linguaggio poichè è una funzione complessa: molti bambini spontaneamente o con una breve stimolazione linguistica recuperano velocemente le difficoltà osservate. Il tempo e l’intervento logopedico possono differenziare l’evoluzione della situazione.

 

 

COME AIUTARE UN BAMBINO CHE HA DIFFICOLTÀ DI LINGUAGGIO?

Il logopedista conosce il bambino tramite una valutazione specifica con test standardizzati e un osservazione qualitativa delle modalità comunicative. Al termine della valutazione effettua un bilancio per riscontrare punti di forza e debolezze. Non sempre è necessario un trattamento specifico con la logopedista. Per stimolare un bambino con disturbo di linguaggio o più in generale un bambino si possono seguire alcuni consigli:

  1. Utilizzare un linguaggio semplice corretto, parlando con intonazione ma non in modo troppo veloce
  2. Raccontare cosa sta succedendo e cosa succederà
  3. Raccontare/leggere storie
  4. Fare domande aperte e lasciare spazio allo risposta
  5. Prendersi tempo per ascoltare, se non si riesce comunicarglielo e riprendere poi il discorso
  6. Se non capite cosa vi sta dicendo avvisatelo e insieme cercate di capire anche con i gesti o altre modalità
  7. Rimodellare, se il vostro bambino pronuncia male alcune parole o frasi, non chiedere di ripetere in continuazione ma dargli il modello corretto riformulando in modo corretto.

 

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Autismo – disturbo dello spettro autistico

 

COSA È L’AUTISMO – DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO?

autismo-bergamo-logopediaL’autismo è stato inserito nella classificazione delle patologie del neurosviluppo come Disturbo dello Spettro Autistico. Viene utilizzata la parola “spettro” proprio perchè è di difficile classificazione e può avere diverse manifestazioni.

L’individuazione del Disturbo dello spettro autistico è molto difficile per la molteplicità di sintomi che possono compromettere diverse aree come quella sociale, interattiva, comunicativa, simbolico-immaginativa, cognitiva, motoria e sensoriale. Le persone con un disturbo dello spettro autistico possono avere fragilità in alcune aree ma altre caratteristiche possono essere normali o addirittura migliori. Nella popolazione si possono riscontrare alcuni tratti caratteristici ma si parla di patologia in base alla gravità di questi tratti.

La letteratura è concorde nell’individuare le seguenti caratteristiche:

  • deficit persistenti nella comunicazione e interazione sociale in molteplici contesti
  • pattern di comportamento, interessi, attività ristretti e ripetitivi

QUANDO SI MANIFESTA?

La diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico deve essere effettuata da un equipe che solitamente effettua una valutazione clinica globale con la raccolta di informazioni tramite questionari o test specifici. Può essere riconosciuto e si presenta in età evolutiva ci può essere un evoluzione ma non si verifica una remissione.

La valutazione clinica globale comprende una raccolta delle informazioni comportamentali e la storia clinica. Le linee guida dell’American Speech Language Hearing Association (ASHA) redatte nel 2006 espongono gli strumenti per una diagnosi ma soprattutto la valutazione per la programmazione degli interventi necessari.

La valutazione comprende: la raccolta della storia clinica e comportamentale del bambino; l’osservazione clinica in più contesti a casa, scuola e in terapia; una valutazione biomedica come esame dello stato fisico, analisi del cariotipo e dell’X fragile, esame audiologico, indagini per escludere l’eziologia riconosciuta.

 

COSA SI PUÒ FARE PER UNA PERSONA CON DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO?

In seguito ad un inquadramento diagnostico e ad una valutazione funzionale esistono diversi possibili approcci.

comunicazione aumentativa autismo

  1. Il ruolo della famiglia: formare e informare il care-giver è elemento fondamentale fornendo alla famiglia la possibilità di avere esperienze positive.
  2. Lo screening e la sorveglianza: esistono strumenti che insegnanti e pediatri formati possono utilizzare per individuare e monitorare nel tempo i pazienti a rischio in modo da inviarli ad una valutazione specialistica.
  3. Esistono diversi approcci riabilitativi sulle funzioni comunicative che possono avere obiettivi diversi in base allo sviluppo linguistico del paziente che può essere:
    • prelinguistico,
    • linguaggio emergente
    • linguaggio avanzato.
  4. Il lavoro del logopedista si concentra sul promuovere
    • l’attenzione congiunta
    • la reciprocità sociale
    • le abilità cognitivo-linguistiche
  5. il logopedista può proporre la creazione di un progetto in CAA comunicazione aumentativa alternativa. La CAA ha effetti positivi sulla comprensione linguistica e delle situazioni con conseguenze sul comportamento e la regolazione emozionale oltre a favorire lo sviluppo del linguaggio verbale

Una delle associazioni italiane più importanti, relativamente all’autismo e al sostegno delle famiglie, è sicuramente ANGSA.

Dislessia

Che cosa è la dislessia?

La Dislessia è una sottoclasse del Disturbo Specifico di Apprendimento e comprende difficoltà specifiche nell’acquisizione o  nell’automatizzazione delle abilità di lettura. Le fragilità nella lettura non possono essere spiegate da difficoltà generali di tipo cognitivo ed è per questo che viene definito un disturbo specifico. dislessia esempio

Solitamente esiste una grossa discrepanza tra abilità cognitive generali e abilità di lettura.

Quando si manifesta la dislessia?

La diagnosi di Dislessia avviene al termine del secondo anno della scuola primaria, in seguito ad una buona esposizione per l’acquisizione dei meccanismi di lettura. Un elemento significativo delle patologie dell’età evolutiva è la resistenza al trattamento, per tanto prima di una diagnosi è importante effettuare un lavoro specifico e il perdurare delle fatiche porta ad una conferma del sospetto diagnostico.

Esistono alcuni campanelli d’allarme evidenziabili nei primi anni della scuola primaria ma anche nella scuola dell’infanzia risulta utile rinforzare e allenare i bambini con queste caratteristiche:

  • presenza e pregresso disturbo di linguaggio;
  • difficoltà a ricordare poesie e filastrocche;
  • difficoltà nei processi metafonologici (per es. sintesi sillabica o segmentazione);
  • fragilità nella denominazione rapida di oggetti;
  • difficoltà visuo-costruttive;

Le difficoltà elencate costituiscono dei fattori di rischio, non si tratta quindi di una causa ma piuttosto un
aumento della possibilità di sviluppare delle fatiche in questo ambito.

In che modo capisco che mio figlio è dislessico?

Ecco alcune caratteristiche che si possono osservare:

  • Nonostante l’allenamento, il meccanismo della lettura è lento;
  • la lettura è veloce ma scorretta;
  • la lettura è lenta e scorretta errori di inversione, sostituzione delle parole, anticipazioni;
  • la comprensione del testo, di solito è conservata, ma non sempre, una lettura molto lenta o scorretta può incidere sullo studio o la comprensione di quanto viene letto in autonomia;

Alcune caratteristiche qui riportate vanno comunque considerate insieme ad una logopedista. Se avete dei dubbi chiedete alle insegnanti o ad una professionista. Queste caratteristiche vanno considerate e inserite in un contesto più ampio.

Quali esercizi posso fare per migliorare la dislessia?

dislessia fonzie

Lo sapevi che Fonzie è dislessico?

La valutazione logopedica consente di individuare i punti di debolezza e i punti forza dei meccanismi di letto-scrittura. Insieme ad un equipe multidisciplinare ( in Lombardia è obbligatorio essere inseriti nell’elenco dei professionisti accreditati per la prima certificazione di Disturbo Specifico di Apprendimento DSA) si definisce il profilo funzionale e in base ai risultati si programma un percorso specifico a misura e secondo le necessità.

E’ importante chiedere al paziente di leggere a bassa voce per favorire la comprensione di quanto si legge.

La lettura ad alta voce può essere richiesta per poco tempo ( massimo 5- 10 min) poichè è molto dispendiosa e non favorisce la comprensione di quanto si legge. Si legge per poter comprendere e apprendere nuove informazioni. Per bambini che hanno queste difficoltà non basta l’allenamento e talvolta risulta necessario inserire e utilizzare degli strumenti compensativi ed ausili tecnologici molto utili.

Logopedista Bergamo

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