Autismo – disturbo dello spettro autistico

 

COSA È L’AUTISMO – DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO?

autismo-bergamo-logopediaL’autismo è stato inserito nella classificazione delle patologie del neurosviluppo come Disturbo dello Spettro Autistico. Viene utilizzata la parola “spettro” proprio perchè è di difficile classificazione e può avere diverse manifestazioni.

L’individuazione del Disturbo dello spettro autistico è molto difficile per la molteplicità di sintomi che possono compromettere diverse aree come quella sociale, interattiva, comunicativa, simbolico-immaginativa, cognitiva, motoria e sensoriale. Le persone con un disturbo dello spettro autistico possono avere fragilità in alcune aree ma altre caratteristiche possono essere normali o addirittura migliori. Nella popolazione si possono riscontrare alcuni tratti caratteristici ma si parla di patologia in base alla gravità di questi tratti.

La letteratura è concorde nell’individuare le seguenti caratteristiche:

  • deficit persistenti nella comunicazione e interazione sociale in molteplici contesti
  • pattern di comportamento, interessi, attività ristretti e ripetitivi

QUANDO SI MANIFESTA?

La diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico deve essere effettuata da un equipe che solitamente effettua una valutazione clinica globale con la raccolta di informazioni tramite questionari o test specifici. Può essere riconosciuto e si presenta in età evolutiva ci può essere un evoluzione ma non si verifica una remissione.

La valutazione clinica globale comprende una raccolta delle informazioni comportamentali e la storia clinica. Le linee guida dell’American Speech Language Hearing Association (ASHA) redatte nel 2006 espongono gli strumenti per una diagnosi ma soprattutto la valutazione per la programmazione degli interventi necessari.

La valutazione comprende: la raccolta della storia clinica e comportamentale del bambino; l’osservazione clinica in più contesti a casa, scuola e in terapia; una valutazione biomedica come esame dello stato fisico, analisi del cariotipo e dell’X fragile, esame audiologico, indagini per escludere l’eziologia riconosciuta.

 

COSA SI PUÒ FARE PER UNA PERSONA CON DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO?

In seguito ad un inquadramento diagnostico e ad una valutazione funzionale esistono diversi possibili approcci.

comunicazione aumentativa autismo

  1. Il ruolo della famiglia: formare e informare il care-giver è elemento fondamentale fornendo alla famiglia la possibilità di avere esperienze positive.
  2. Lo screening e la sorveglianza: esistono strumenti che insegnanti e pediatri formati possono utilizzare per individuare e monitorare nel tempo i pazienti a rischio in modo da inviarli ad una valutazione specialistica.
  3. Esistono diversi approcci riabilitativi sulle funzioni comunicative che possono avere obiettivi diversi in base allo sviluppo linguistico del paziente che può essere:
    • prelinguistico,
    • linguaggio emergente
    • linguaggio avanzato.
  4. Il lavoro del logopedista si concentra sul promuovere
    • l’attenzione congiunta
    • la reciprocità sociale
    • le abilità cognitivo-linguistiche
  5. il logopedista può proporre la creazione di un progetto in CAA comunicazione aumentativa alternativa. La CAA ha effetti positivi sulla comprensione linguistica e delle situazioni con conseguenze sul comportamento e la regolazione emozionale oltre a favorire lo sviluppo del linguaggio verbale

Una delle associazioni italiane più importanti, relativamente all’autismo e al sostegno delle famiglie, è sicuramente ANGSA.

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